PD Chance

Il PD risponderà alla domanda di chiarezza che proviene da SEL e IdV: perché?

Sel e Idv: “Convochiamo gli stati generali della sinistra. Il Pd? Noi cominciamo”.
Vendola: “Io e Di Pietro apriamo il cantiere, cominciamo lo stesso da soli. Sia il luogo per salvare il Paese. Non è un ultimatum o una minaccia. E’ una necessità dell’Italia”. I punti chiave di Di Pietro: “tre regole chiare: no a candidati condannati, incompatibilità certa fra gli incarichi elettivi ed altre funzioni come quelle di avvocato o commercialista, niente incarichi di Governo, centrale o periferico, per i rinviati a giudizio“.
Il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2012

Non mi impegno in difesa del PD, che con le centinaia di dirigenti politici che ha non potrei in nessun modo aiutarlo, ma mi viene da domandarmi una cosa molto semplice: com’è possibile che due persone (perché SEL e IdV non possono essere considerati partiti!) riescano a condizionare in modo così evidente il più grande partito del centro-sinistra e, forse, l’unico partito che supera il 20% di elettorato?
L’unica risposta che riesco a darmi è che l’intersezione tra PD e Stato (a livello sia centrale che locale) sia troppo evidente e letta in senso negativo rispetto alla necessità di rinnovamento del paese.
A me sembra che a meno di un anno dalle politiche, con una legge elettorale che non cambierà (ormai è chiaro), l’unica speranza che abbiamo è che il PD si metta una mano sulla coscienza, crei le liste sulla base di primarie di partito e guardi alla tornata elettorale con la capacità di leadership che un partito deve avere per guidare un paese. Secondo me il cambiamento dell’atteggiamento sarebbe sufficiente a mostrare le incompatibilità che ci sono tra SEL e IdV, determinando una preselezione.
Nel “luogo per salvare il paese” posso capire che il PD ci vada con SEL, che in giro per l’Italia ha proposto personalità vincenti e sempre lealmente al fianco del PD, mentre le esperienze con l’IdV hanno avuto a volte dinamiche poco chiare, a partire dalla scelta di creare un gruppo parlamentare unico con il PD, tradita il giorno dopo le elezioni del 2008.
Inoltre credo che nonostante tutto quello che si può dire, il PD non debba consentire all’IdV di farsi “ospitare” nel posto in cui si salva l’Italia, soprattutto dopo averci regalato fenomeni come Di Gregorio, Scilipoti e Razzi.
Con tutta l’antipatia posso avere, e che ho, per Veltroni, D’Alema, Melandri e Follini: non ci sono paragoni.

Naturalmente questa è una viva speranza, perché visto quello che succede in giro mi sembra sempre più credibile l’ipotesi di una larga vittoria del PD, suo malgrado. E’ il porcellum: la prima lista ha un ampio premio di maggioranza e alle prossime politiche basterà il 25%.
Stavolta il PD si ritroverà al governo senza paracadute: l’unica chance che ha il paese è Chance..

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La Rivoluzione libertaria

Il New York Times segue Beppe Grillo già da qualche tempo. In occasione del V-Day dell’8 settembre 2007 realizzò il video dal titolo “The Comic Who Shook Italy” (la versione embedded in questo post ha i sottotitoli), mentre dopo le amministrative del 2012 (il 19 maggio, prima del ballottaggio) ha pubblicato un articolo dal titolo “Caustic Comedian Alters Italy’s Political Map”.
Alcuni stralci in google translation:

Creato dal popolare blog di Grillo, che ha iniziato nel 2005, e plasmato attraverso varie incarnazioni di Internet, il Movimento Cinque Stelle sta rapidamente diventando una nave per gli italiani “insofferenti verso i partiti tradizionali, che sembrano aver perso il contatto i problemi reali delle persone“. Gli italiani sono soliti riferirsi all’elite politica come “la casta“. I sondaggi mostrano che la fiducia nei partiti politici è precipitata sotto al 5% e il messaggio antipolitico di Grillo ha trovato terreno fertile. (I politici fanno poco per aiutare se stessi. Un dibattito di questa settimana alla Camera dei Deputati, relativo al taglio dei finanziamenti pubblici ai partiti, ha raccolto l’interesse di appena 20 dei 630 parlamentari). [...]

“La novità è l’uso del Web come una circoscrizione, l’idea di nuova democrazia, con un rapporto diretto tra l’eletto e gli elettori“, ha detto Federico Fornaro, uno storico che ha studiato il Movimento Cinque Stelle “un modello di partito in franchising“, ha aggiunto.
L’attenzione su questioni locali rappresenta gran parte del suo successo finora. Tra le tre città dove i candidati del movimento sono andati al ballottaggio la più sorvegliata è Parma, una città ricca nel cuore agricolo dell’Emilia Romagna che da un decennio zoppica a causa di gravi scandali. [...]

Quando la gente dice che non abbiamo esperienza o competenza per governare, faccio notare che i fatti dimostrano che i politici tradizionali non sono esattamente chirurghi del cervello“, ha detto Federico Pizzarotti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle a Parma. “E’ importante avere le orecchie aperte e ascoltare quello che dice la gente.
“Caustic Comedian Alters Italy’s Political Map”, New York Times, may 19, 2012

L’antipolitica di Grillo è nel programma, nei proclami e nei metodi interni al movimento. Sul problema della rappresentanza, invece, M5S fa politica come pochi altri.

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La Rivoluzione liberista

Mutualità

Forma di cooperazione sociale sulla base della reciproca tutela e assistenza; il soccorrersi vicendevolmente attraverso l’unione e le associazioni di reciproco aiuto; l’insieme delle istituzioni che si richiamano al principio dell’assicurazione contro rischi particolari (vecchiaia, malattia ecc.), e che prevedono la ripartizione dei relativi oneri fra gli assicurati .

Come può essere la mutualità? Facile: pubblica o privata. Il sistema delle cooperative, le assicurazioni sono aspetti diversi dello stesso principio interpretato in chiave privatistica.
La legge regola alcune forme di mutualità pubblica e il terremoto in Emilia Romagna ne ha resa famosa una che è venuta a mancare con la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale del 16 maggio.

In caso di terremoto, alluvione, o di ogni altra catastrofe naturale, lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. Che, dunque, per vedere la casa o l’azienda ricostruita, avranno una sola strada: ricorrere all’assicurazione ‘volontaria’. Così dice il decreto di riforma della protezione civile pubblicato sulla “Gazzetta” del 16 maggio. E anche se il provvedimento prevede un regime transitorio a fini sperimentali, suona davvero come una tragica coincidenza il terremoto (oltre cento scosse, fino a 5.9 gradi della scala Richter) che a soli quattro giorni di distanza ha colpito l’Emilia, facendo sette morti, decine di feriti e migliaia di sfollati, distruggendo abitazioni e edifici storici.
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2012

Non ci dobbiamo stupire di questo tipo di provvedimento, soprattutto se si tiene conto della cultura politica dell’attuale capo del Governo. Si tratta di un intellettuale dell’economia con una forte impronta liberista, che considera fondamentali le regole della concorrenza e il loro rispetto e, immagino, la qualità del regolatore.
Però, evidentemente, pensa anche che qualsiasi cosa possa essere sottoposta alle leggi del mercato, superando il limite culturale che ci porta a pensare che una casa non sia una semplice scatola di mattoni nella quale riporre elettrodomestici e vestiti.
Forse serve davvero un’esperienza (non necessariamente negativa in stile “nel dolore si cresce”), un trascorso personale che abbia un impatto sulla formazione della personalità, per diventare così diversi.
Senza miele e senza rugiada si può comunque immaginare un valore che il bene privato può rappresentare per un’intera comunità. Un valore del quale deve farsi carico la collettività, poiché ha un significato che supera i confini della recinzione.

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